Jean François Millet (Gréville-Hague 1814-1875 Barbizon)
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Galleria L'Estampe
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La Bouille. 1861. Acquaforte originale su carta di China avorio applicata , mm 188x159. Firmata e datata in lastra in basso. Splendida prova impressa nel VI stato su VI, chiara, fresca e perfettamente inchiostrata. In eccellenti condizioni di conservazione.

Pittore e incisore di ingenio e talento, primogenito di una prolifica famiglia di contadini, grazie ad una borsa di studio nel 1837 si trasferì a Parigi per iscriversi all'Ecole des Beaux-Arts dove fu allievo di Paul Delaroche (1797-1856), allora all'apice della sua celebrità. La situazione economicamente diccile, lo costrinse a lasciare Parigi per tornare nella città natale dove lavorò come ritrattista. I suoi lavori ebbero cosi tanto successo che uno fu accettato al Salon di Parigi del 1840. Divenne amico con Constant Troyon, Narcisse Diaz, Charles Jacque e Theodore Rousseau, artisti che, come Millet, sarebbero stati associati alla scuola di Barbizon. Grazie alla loro frequentazioni, iniziò a sviluppare l'interesse per la vita contadina, allontanandosi progressivamente dai soggetti storico-mitologici per addentrarsi nella vita agreste e conferire ai contadini una sorta di solennità ed eroicità necessarie per divenire protagonisti nelle sue tele.

Questa famosa incisione fu commissionata a Millet da Philippe Burty, pittore, incisore e giornalista, per un articolo sulle incisioni di Millet che apparve sulla Gazette des Beaux-Arts nel settembre del 1861. Si tratta de "la riproduzione libera e rilassata di un dipinto che l'artista aveva inviato alla mostra di quest'anno", e che oggi è conservato presso il Museo di Belle Arti di Marsiglia, mentre presso il Musée Fabre a Montpellier è conservato lo studio preparatorio a matita.

(Bibl.: Delteil, 17; Melot L’Oeuvre gravé de Boudin, Corot, Daubigny, Dupré, Jongkind, Millet, Théodore Rousseau, Paris, France, Arts et métiers graphiques, 1978)

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